Ché un poco di mangiare buono, ti fa più saporita la vita.

Polpette

Oggi ho deciso di cucinare le polpette al sugo.

Mi serve la polpa macinata, il pane grattato, le uova, il formaggio, un poco di latte, il sale, il pepe, quanto ce ne vuole, quanto ne basta.

Sono semplici le polpette, mica tengono bisogno di molte cose e, in genere, riesco a farli tutti contenti.
O un po’ meno arrabbiati, dipende dalla giornate.
Basta che mescolo gli ingredienti nelle dosi giuste, manco ve lo so dire quali sono le dosi giuste, la verità, perché ormai dopo tanti anni che cucino, faccio tutto a occhio.

È una questione di equilibrio come quando devo stare attenta a quante parole dico per non fare innervosire Gino mio.
Cioè, a non farlo innervosire di più visto che tiene sempre l’umore di uno che sta in guerra dalla mattina alla sera.

Quando vado da Alberto, il macellaio mio, ché il macellaio te lo devi scegliere bene, meglio del marito – non come sua figlia, la Vanessa, quella scemunita che tra tutti si è scelto quel pazzo disgraziato di Emanuele mio e il mese prossimo gli nasce il figlio – gli dico sempre: “dammi il macinato, quello di prima scelta, che devo fare le polpette al sugo”.
Fare il macellaio fa diventare ricchi, mi pare, perché l’Alberto tiene la casa a mare e pure il gommone, dice che la passione sua è la pesca, lui che fa il macellaio.

Io le polpette le devo fare di due maniere: mezze con il formaggio e mezze senza ché l’Emanuele dice che il formaggio gli fa schifo (puzza) e non se le vuole mangiare e poi succede il macello che già stiamo seduti a tavola e Gino si incazza così tanto che ogni volta tengo paura che gli esce il cuore fuori dalla bocca per quanto grida.
La Veronica si alza e se ne va.
La zia Marietta se ne fotte, con rispetto parlando e continua a mangiare e se non sto attenta pure a lei, si pulisce i piatti di tutti e questa cosa non la può fare con tutte le malattie che tiene sopra.
La mamma parla con gli angeli.

Però, su una cosa sono tutti d’accordo: le polpette le vogliono cotte direttamente nel sugo, senza che le friggo prima,  che così la carne e il pomodoro si conoscono di più e meglio, come se fossero due innamorati che poi alla fine se ne vanno a vivere insieme.
Ma chi gliela fa fare, dico io? Non possono stare innamorati ognuno a casa propria che poi succedono i terremoti?

None, che dico, è così bello quando tieni una famiglia anche se mo vi devo lasciare perché sto sentendo gridare in cucina, tutti insieme, nello stesso momento, come quando alla domenica segna il Lecce e dallo stadio entra a casa mia quell’urlo come di bestie che mi mette sempre paura.
Santa Teresina, aiutami tu…

None, che dico, è così bello quando tieni una famiglia anche se mo vi devo lasciare perché sto sentendo gridare in cucina, tutti insieme, nello stesso momento, come quando alla domenica segna il Lecce e dallo stadio entra a casa mia quell’urlo come di bestie che mi mette sempre paura.
Santa Teresina, aiutami tu…

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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3 risposte a Ché un poco di mangiare buono, ti fa più saporita la vita.

  1. cinzia ha detto:

    Grande Simona!!!!

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