Dell’ex non si butta via niente.

ErroreOggi, parlo dello stabilizzato, del “mio” stabilizzato.

Se ti riconosci, non t’incazzare ma amami: amarti ti sarebbe convenuto, in verità

Lo stabilizzato è, in genere, il 35enne (a salire) reduce da grossa sofferenza amorosa che solo lui può capire cosa ha passato, che si è appena rimesso in piedi, che ha rischiato grosso e che ora tra lui e una storia che “potrebbe” andar male, non ha dubbi.

Sì perché lo stabilizzato gioca d’anticipo, già sa che la storia andrà male quindi si mette in salvo prima: non ti vuole, non ti vuole, non ti vuole ma un posto nel suo letto c’è sempre, scusa sai non mi vorrei mai affezionare, ma vuoi dirmi come questo può finire, pensi tu che, ovviamente, in quanto femmina, sei sicura di essere la persona giusta per fargli dimenticare quella stronza della sua ex.

Che poi magari, una sera, la conosci, e scopri che si sono lasciati da dieci anni, e che lei è molto più piacevole di lui perché, quanto meno, non ti tiene mezza serata a parlare di lei, cosa che invece lo stabilizzato fa in continuazione.

Lo stabilizzato è una piaga sociale da cui nessuna di noi è al riparo: sembrano i più facili, i più indifesi, i più sensibili perché sono quelli che hanno sofferto e, invece, sono le peggiori iene.

C’è, non c’è, ti dice che ti vuole conoscere piano e che fa fatica a stare con te in mezzo agli altri e che voi funzionate da Dio solo a letto, che ha i suoi sacri tempi e spazi, che non vuole una relazione, che nessuna donna riesce a farlo stare veramente bene, che tu sei pericolosa perché lo destabilizzi (da cui l’epiteto di “stabilizzato”) quindi tu sei un suo nemico e come tale ti tratta perché ogni volta che vi vedete, passa metà della serata a trovare difetti in qualunque cosa tu dica o faccia, poi ti dice che magari le cose possono cambiare.

La parola magica con cui lo stabilizzato ti frega è “per adesso”: non vuole una relazione “per adesso”, le cose stanno così “per adesso”, non si sente di impegnarsi “per adesso”.

In effetti, riflettendoci, anche la parola magica dell’indeciso è “per adesso”.

A grandi linee, questo.
Quindi anche con lo stabilizzato è finita, qualche mese fa è finita.
Perché mi sono stufata, ormai ho pochissima pazienza io, davvero poca.
Non è che non vi amo più è che proprio sono stanca, magari nel buio della mia cameretta continuerò ad amarvi per sempre.
Tutti.
Ma non ve lo dico.
Mai più.

Ho pensato questo.

Mi merito biglietti aerei, chilometri percorsi, pensieri, telefonini logorati a furia di guardarli in attesa di una mia telefonata, mi merito quella speranza, mi merito il malessere di un’altra persona, mi merito che qualcun altro speri in un mio generoso cenno, come l’imperatore con i gladiatori, che il mio pollice possa decidere la vita o la morte altrui, mi merito confusione per i miei comportamenti volutamente capricciosi, merito di fare capricci e mi merito di essere accontentata, mi merito la morsa dello stomaco altrui pensandomi, mi merito che qualcuno aspetti un mio bacio, mi merito che qualcuno sia triste se io non chiamo, se io mi comporto male, anzi io voglio qualcuno con cui comportarmi male, qualcuno da tirare scemo, qualcuno con cui costruire scenografiche liti per futili motivi, mi merito qualcuno da tenere in bilico, qualcuno da crocifiggere.

Sono una stronza.

Oppure no.

In ogni caso, da tempo, è cominciato il tempo da fidanzamenti: quel tempo pigro e buio, con la giornata che s’accorcia e il pelo che s’allunga, quel tempo che, piuttosto che uscire, vorresti avere a portata di mano tutto quello che ti serve, quindi, un fidanzato in casa potrebbe tornarti utile, almeno fino a maggio: quando ricompaiono i tavolini fuori dai bar, non è più tempo da fidanzati.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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