Nonno, nonno ma se bacio un mostro marino poi si trasforma in un bel marinaio?

La pace

Come al solito, avevo minacciato di andare via da Milano, no?
E come al solito, non ce l’ho fatta.
Cambio indirizzo, vado in una nuova e bellissima casa con una straordinaria amica che io non avevo cercato e invece lei, con pazienza, mi ha scovato.
Una del Nord, ma del Nord nordissimo, è svedese e si chiama Josefine e, sebbene nordica, è una meravigliosa coatta che mi ha risolto un paio cose spinose, negli ultimi mesi.
E che ci posso fare?
E che io proprio per la mezza misura non ho occhio, non ci so ragionare, o sono piena o sono vuota, o sono accesa o sono spenta, o con me o contro di me.
Ecco perché non tollero il poco, il piano, il lento.
Io sono una furia.
Però, in questi giorni ho pensato, molto ho pensato, facendo scatoloni ho pensato che non ho più pesi e quindi non voglio più pesi.
Come diceva la mia amica, io posso amarvi solo con bagagli leggeri quindi approfitto del trasloco per alleggerirmi ancora di più.
Ma ho pensato pure che la vita si costruisce, che non può essere un continuo colpo di fulmine che poi ti bruci, come è capitato a me: minchia la bimba a 37 anni l’ha capito, applausi e caramelle per lei!
Mi spiego, lasciando questa casa, sto lasciando, soprattutto, i 4 anni in cui ho vissuto in questa casa, 4 anni in cui, ad un certo punto, non sapevo bene che fine avrei fatto ma alla fine ce l’ho fatta e ho costruito, piano, la cosa che più amo al mondo nonché mio argomento di conversazione preferito al bar e non solo: la Tomina!
E ho realizzato il sogno, quello di scrivere, l’ho fatto, l’ho voluto e l’ho fatto.
Mi sono rimessa in piedi e ho sentito tutti i passi che mi hanno portato fin qui, e ho capito che questi passi io li voglio sentire sempre.
Scusate il trasloco è un tempo di bilanci, è meglio di capodanno, son piena di buoni propositi.
Ma, soprattutto, ho capito che è davvero tutto passato.
E l’ho capito quando, la settimana scorsa, dopo due anni in cui non riuscivo neanche a nominare il suo nome, ho parlato con il mio buco nero, quello che i miei affezionatissimi conoscono bene, quello che alle volte chiamavo Satana, alle volte muso ispiratore, alle volte stropicciato calcolato.
Ho parlato con lui e mi sono divertita, ho riso tanto e ho sentito che la fatica è finita, sono arrivata meravigliosamente alla fine dello spargimento di sangue, la pelle si è richiusa, non c’è più la ferita, c’è solo un piccolo livido pronto per essere baciato.
Quindi sono pronta.
Quindi sono aperta.
Quindi non aspetto nessuno e lascio in questa casa anche chi non mi vuole adesso e pazienza se non mi vuole, se non mi vuoi non ti voglio neanche io, soprattutto se non hai neanche mai avuto la curiosità di leggere cosa scrivo.
Dopo tante notti senza pace, adesso finalmente ho sonno e poi anche fame: ho mangiato la pasta di sera dalla fame che avevo.
Mamma, ho mangiato la pasta, ti prometto che basta stronzate con il cibo, promesso, promessissimo!
Tra il resto del mondo e me, ho finalmente, miracolosamente scelto me ma lo voglio fare bene, voglio conoscere, capire, sentire il sapore, non mi negherò mai più, mi scusino quelli che son capitati prima di oggi, sono stata molto cattiva, lo so, ma io avevo solo paura che mi mangiaste il cuore.
Questo stesso cuore che adesso scarto piano ma non più come se stessi tirando fuori una pistola dalla sua fondina.
Prima pensavo che le relazioni, ogni tipo di relazione, fossero una sorta di stallo alla messicana: due persone, l’una di fronte all’altra, con le mani sulle pistole, in attesa, ché uccidere non è cosa da fare alla leggera.
Bene, io non ucciderò mai più e mai più nessuno ucciderà me.
A giugno, negli stessi giorni, negli stessi momenti, ho perso due tra le persone più importanti della mia vita, uno in verità era in assoluto la persona più importante della mia vita, ma io sono ancora qui e ho la responsabilità di continuare a far battere anche i loro cuori quindi, ripeto, basta stronzate.

E adesso vi racconto la barzelletta del fantasma formaggino vieni qui che ti spalmo sul panino…

Fìn

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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2 risposte a Nonno, nonno ma se bacio un mostro marino poi si trasforma in un bel marinaio?

  1. elisacontessotto ha detto:

    Ti auguro una meravigliosa avventura nella casa nuova con una prosa in romano che ha me ha portato tanta fortuna: Non so chi sia l’autore ma è deliziosa!

    “Ciao, casa mia vado via fra n’po le stanze saranno vote mute, le voci e li canti nun se sentiranno più. Quer segno sul muro resterà pe ricordà li giorni belli e brutti. Lasciamo ognuno un pezzetto de core, ognuno l’angoletto suo. C’hai fatto da rifugio, c’hai riscaldato, protetto c’hai fatto da mamma e da papà. Sotto sto tetto ce semo stretti tutti, le lacrime li baci se so stampati lungo ste pareti, quasi poi legge tutta la storia de sta famijola. E mo me so commosso ma come de botto la porta me s’è chiusa adosso e na vocetta de fio me fa “Daje papà che er tranve se ne va !”

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