Un altro cominciamento, Annina e Guglielmone.

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– 31… 32… 33…

− Basta, basta Anna!

– Come basta, Guglielmo? Hai resistito solo 33 secondi. Dice una bambina con un cronometro in mano a un piccolissimo bambino ricciutello, con la faccia dipinta di bianco, vestito come Mago Merlino, in bilico su una sola gamba, su una cassetta di legno.

– Anna, non ce la faccio più, mi annoio. Piagnucola il piccolo e si mette a sedere, sbuffando.

– Non riesci a stare fermo, senza fare nulla, per più di 30 secondi? La bambina si siede accanto a lui.

– 33, per la precisione, sorellona.

– Allora non potrai mai fare la statua vivente e tutto questo allenamento non ti servirà a nulla!

− Non ce la faccio a stare fermo immobile, devo fare la pipì!

− Ma sei andato in bagno un minuto fa!

− Ci devo andare, di nuovo! E, poi, devo grattarmi il naso. Il piccolo comincia a grattarsi, vigorosamente, il piccolo naso a patata.

La sorella lo guarda dubbiosa e, anche lei, nel dubbio, si dà una bella grattata.

− Sì e ho anche voglia di ballare. Aggiunge il bambino e continua −  avrei voglia di ballare un po’ di rock ‘n roll!

− Capisco. Annuisce Anna.

Guglielmo si rialza in piedi, le balza in braccio e le dice − ti va?

− Ma dai, smettila!

Guglielmo si stiracchia un po’, la guarda con gli occhioni grandi e continua − ma poi, più di tutto, ho paura dei piccioni!

− Dei piccioni?

− Sì, lo sai che ai piccioni piace fermarsi sulle cose immobili e poi…

− E poi?

− E poi fanno quella cosa lì…

− Quale cosa lì?

− Dai, quella cosa lì! Non si può dire…

− Guglielmo?

− Uffa, i piccioni fanno la cacca sulle cose che stanno ferme immobili!

− Allora spiegami come farai a fare la statua vivente?

– Anna, sai cosa faccio? Invento un nuovo modo di fare la statua vivente, faccio la statua vivente che si può muovere, va a fare la pipì, si gratta il naso e scaccia i piccioni!

– Ma così non è valido!

− E chi lo dice?

− Non lo so chi lo dice ma sono sicura che esistano delle regole! Io non ho mai visto una statua muoversi!

I due bambini si siedono, sulla cassetta di legno e si mettono a pensare.

− Questo è un problema, Anna. Dice Guglielmo.

− Intanto che ci pensi, ti ricordo che oggi è lunedì e la luna è crescente: è il momento di fare la nostra pozione magica!

− È vero, quasi dimenticavo! Salta su Guglielmo.

I due bambini, dimenticandosi in fretta delle statue viventi, corrono dall’altra parte del giardino e, da una specie di nascondiglio fatto di foglie e stracci, tirano fuori un piccolo secchio di metallo.

Anna rimesta l’intruglio nel secchio con un bastoncino di legno e ne valuta la consistenza, poi scuote la testa e guarda il fratello.

− Qui, ci vuole più fango fangoso! Gli dice.

− Lo abbiamo finito tutto, Anna! Risponde Guglielmo, allargando le braccia.

− Bisogna prenderne ancora!

− Io ci sono stato già tre volte al fiume, vacci tu, adesso!

− Te lo puoi dimenticare, io sono la sorella maggiore e comando io!

− Io al fiume non ci vado più! Il piccolo Guglielmo incrocia le braccia.

− Guglielmo, dobbiamo mettere gli ingredienti che la ricetta ci chiede altrimenti l’incantesimo non riuscirà! Cerca di convincerlo Anna.

− Anna, io però non sono sicuro che spalmando la copertina dei nostri quaderni con la pozione magica, i problemi di matematica si risolvono da soli!

− Non devi mettere MAI in discussione la magia, Guglielmo, devi avere fiducia! Se ci credi, tutto si avvera!

Il bambino non è molto convinto, però fa − Anna, mi è venuta un’idea! Usiamo una delle creme di bellezza della mamma: sono fangosissime!

− Giusto, bravo, prendile mentre io continuo a girare la pozione!

Guglielmo ubbidisce.

Torna con un tubetto di crema e fa – la metto tutta?

− Certo. Più ne mettiamo, migliore sarà! Anna comincia ad elencare gli ingredienti, come fosse una recita – fango fangoso, unghie dei piedi, baffi di pesce gatto, polvere di caffè, briciole di panino al prosciutto…

− Vuoi altre briciole? Mangio un altro panino? Chiede Guglielmo, battendo le mani.

− No, va bene così.

Il piccolo è un po’ deluso e, allora, scarta una caramella gommosa allo zucchero filato, con confettini di cioccolata e sbuffi di panna, ripiena di gelato alla fragola con croccantino di liquirizia e fa – io ho fame Anna!

− Ho finito, adesso deve solo riposare!  Andiamo a fare merenda, intanto! E scompiglia, con una mano, i riccetti del fratellino.

− YUPPI! Dice Guglielmo che, piccolo com’è, salta nel taschino di Annina, e insieme corrono verso la cucina.

Nella furia, si scontrano con la mamma che, profumata e ben vestita, è sul punto di uscire.

Tutto è perfetto in lei, tranne un piccolo particolare: sul capo, ha un vaso da fiori rovesciato, al posto del cappello.

I bambini la guardano, ridendo.

− Bambini, non si corre in casa! Ve l’avrò ripetuto mille volte.

− Millecentoventisei negli ultimi due mesi, per la precisione − puntualizza Guglielmo, spernacchia una risata e aggiunge − e poi è lei che corre, io sono solo un passeggero! E si rificca nel taschino.

− Cosa ridi, briccone? La mamma mette una mano nel taschino di Anna per fare una carezza a Guglielmo e continua − io vado al Circolo della Lettura e papà tornerà tardi dal lavoro. Mi raccomando, Anna bada a tuo fratello e comportatevi bene, intesi?

− Va bene, mamma. Rispondono i bambini all’unisono.

− Datemi un bacio, presto, anzi due, ché uno lo porto via con me e lo uso più tardi! Esclama la mamma.

− Mamma, che buon profumo che hai, sai di mirtillo! Dice Guglielmo mentre lecca la guancia della mamma.

− Guglielmo, che modi sono questi? Dice lei, divertita, deponendo il suo piccolo, come fosse l’ovetto di una rondine.

Si sistema il vaso sulla testa ed esce, lasciando una scia di cose buone da annusare.

− La mamma è tutta strana! Scoppia a ridere Guglielmo.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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