Cedo vita e mobili usati e cerco qualcuno che voglia bene alla mia bici che si chiama Kodansha.

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Ho sempre ammirato, con stupore indicibile, le persone che riescono a fare le cose piano.
Mangiare piano, pensare piano, scrivere piano.
Innamorarsi piano, soprattutto.
Io no, io ho una furia dentro che mi porta sempre via.
Io sono fatta solo di pancia, la testa non ce l’ho.

E, invece, questo ciao a Milano lo sto facendo piano piano, ieri ho fatto un’altra cosa bella: sono andata nella mia amata Isola ad assistere ad un incontro tra gente che aveva delle belle cose da dire su Milano.
Gianni Biondillo ha parlato di una cosa che sto facendo anche io: bisogna darsi la possibilità, in questa città, di alzare gli occhi, viversi Milano con il naso all’insù.
Io sto con il naso all’insù così tanto che sbatto contro i lampioni ma niente di grave e niente di nuovo, soprattutto.

Ho fatto una cosa che non avevo mai fatto: ho scritto una lettera ad uno scrittore che mi piace tanto per dirgli esattamente che mi piace tanto.
Solo che sia Anna che Michele mi hanno detto che sembrava la lettera di una groupie andante stalker e io mi sono vergognata e, ieri pomeriggio, all’incontro in Isola dove c’era anche lui, non mi sono avvicinata per l’imbarazzo: avrei tanto voluto che “segnasse” la mia copia del suo ultimo libro ma mi sono molto sentita Annie Wilkes e ho lasciato perdere.

Ultimamente, scrivo un sacco di lettere.
Ho deciso che non parlo più con nessuno, se vi incontro per strada non vi saluto però poi torno a casa e vi scrivo una lunga lettera.
Per esempio, scrivo un sacco di cose dell’amore, perché in effetti è una cosa bella da raccontare.
Così mi metto a posto con la coscienza: sono la più grande teorica dell’amore di via Mameli ma mi guardo bene dallo scendere in campo, ecco.
Le lettere d’amore sono una cosa stupenda, talvolta, quando faccio la parte della scrittrice, penso che le parole siano state inventate proprio per questo, per raccontare dell’amore.
Per questo mi piace molto di più scrivere dell’amore: esistono parole bellissime per raccontarlo che mai nessuna realtà, nemmeno la migliore, potrebbe riprodurre.

Ciao, ora vado a scrivere un racconto sul primo bacio che non ho mai dato, un’estate al mare.
E lo scrivo per Valeria.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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2 risposte a Cedo vita e mobili usati e cerco qualcuno che voglia bene alla mia bici che si chiama Kodansha.

  1. mododidire ha detto:

    io una volta ho scritto una lettera a Severgnini. Che, come si dice a Roma, non me s’è inculato di pezza. Pure io, però, ho esagerato… Le lettere sono una bella bella cosa, non so se più o meno dei romanzi… Saluti

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