Inutilmente depilata

foto-18Giorno numero 1.

Arrivo e fuori c’è questo, c’è il cielo che si è squagliato sull’asfalto e Buon Natale.
Dieci secondi e già mi ha invaso.
Autobus sotto la pioggia, felpina troppo leggera: mia madre me lo aveva detto di portarmi qualcosa di più pesante.
To do list: corso accelerato in cui si impara ad avere sempre ragione.
Arrivo a casa e mi rendo conto che nell’armadio ci sono solo vestitelli inutili ed ingombranti, capetti importanti che anche Cindy Lauper schiferebbe con raccapriccio, per quanto gli anni 80 vadano un casino, soprattutto tra questi magrini, hipsterini milanesi, con i jeansini, gli occhialoni e le scarpacce.
Quindi non ho niente da mettermi e devo inventare al volo una nuova scioccante tendenza con quello che ho ma tranquilli, abito vicino allo IED (Istituto Europeo di Design), basta che mi ci faccio un giro e in due secondi anche una corda intorno al collo diventa “top”.
Sono tutti facilmente impressionabili.
Comunque, tutte queste cose inutili sono, comunque, cose traslocabili e qui introduco il mio nuovo, mattissimo hobby: la mia testa è diventata una generatrice automatica di scatoloni
Faccio calcoli, inscatolo, elimino, già piango, saluto persone, altre non le saluto sperando che lo notino.
Ed è appena l’inizio.
Fatti gli scatoloni on my mind, nervosissima, mi sono messa a fare l’unica cosa che davvero sappia fare e ami fare: le pulizie.
Ma, in verità, non mi ha dato il solito gusto: la mia coinquilina Josefine ha giubilato quando mi ha visto tirare fuori l’alcol perché a me piacciono i prodotti antichi e ha riso pensando a quanto le sono mancate le mie manie disinfestatorie.
Ha pensato, credo, anche allo strettissimo legame tra miei problematici rapporti interpersonali e furia igienizzante che li seguiva.
Bisognava cancellare le tracce di chiunque mi si avvicinasse: roba forte per psicoterapeuti!
foto-17Questo vedo ora dalla mia finestra e non riesco a capire perché il giorno prima di partire mi sono depilata neanche dovessi andare a Zanzibar.
Perché mi sono depilata? La depilazione è sofferenza e io non mi sono mai negata generose porzioni di malessere ma, questa volta, davvero non aveva senso.
Leaving Milano è una giornata senza un goccio di luce, per adesso, è una spesa senza senso in cui alla fine ho preso crackers al formaggio, tonno, patatine e salse: voglio vivere sempre come se fosse l’ora dell’aperitivo!
Leaving Mialno è lo scarico che mi dà il benvenuto sfasciandosi, è il riposino dopo una notte insonne su un treno che se te lo fai mentre fuori c’è Milano, ti fa sentire automaticamente in colpa. A Lecce, invece, è un lusso per gran signori.
Leaving Milano è la NicoLove più tardi sui Navigli, al Banco e poi al Tango e poi io che ad un certo punto mi viene l’ansia del tram e volo via.
Buon proposito della serata: stai calma, stai calma, stai calma dioimmensodamoreacceso!

Mannaggia, sono un po’ triste, scrivo male…

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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