Una presbite a Milano.

tumblr_m91aebfBEZ1qz6f9yo1_500In questo ore mi manca molto Milano ma abbiamo parlato, ci vogliamo molto bene e per non rovinare il nostro rapporto abbiamo deciso di prenderci una pausa di riflessione.       Mi sembra saggio, alle volte sono capace anche io di saggezza.
Milano è una città stupenda e non date retta a chi dice di no: non ci ha mai vissuto veramente, non ha mai maledetto il gelo, il caldo, la bicicletta, la solitudine, l’eccessiva compagnia, uomini che si sono avuti, donne con cui si è bevuto, appartamenti che si sono condivisi, cose che si sono dette.
Non ha mai benedetto il gelo, il caldo, la bicicletta, la solitudine, l’eccessiva compagnia, uomini che si sono avuti, donne con cui si è bevuto, appartamenti che si sono condivisi, cose che si sono dette.
Quando sono a Milano, in verità, mi si può trovare davvero in pochissimi posti: se non sono al Frida sono al Wasabi, se non sono al Wasabi sono al Picchio oppure ai Reduci oppure al Banco oppure da Luca.
Oppure dalla NicoLove.
Io e la mia compagnia epatica danzante che ha come brillante e presentissimo esponente, mi ripeto, l’ottimo Michele che davvero mi manca tanto: Michele mi vuoi sposare? Non sto scherzando, dai, sposiamoci, facciamo un figlio ubriaco e dimentichiamoci di andarlo a prendere dall’asilo.
A Milano porto, spesso, il mio fegato a spasso.
Dove sto ora riposa il mio fegato, riposa il mio cervello su un testo che devo consegnare entro fine mese altrimenti sono cazzi. Aiutami a dire: cazzi.
Oltre a Michele che prima o poi sposerò, un’altra cosa che mi manca di Milano sono i mezzi pubblici.
Certi rituali dei mezzi pubblici, come incontrarsi sempre, al mattino, alla fermata del tram e fare un pezzo insieme: da Viale Premuda a Via Gorizia, da Cinque Giornate ai Navigli.
Il tram è un bel posto per innamorarsi, possiede, al suo interno, per chi li vuol vedere, tutti i gesti dell’amore: salire, sedersi, cedere il posto, sedersi e fregarsene degli altri, non sedersi per paura della vecchia barcollante, ascoltare, non ascoltare, guardare fuori dal finestrino, addormentarsi e perdere la fermata, prendere il tram nella direzione sbagliata, avere il biglietto, obliterare il biglietto, farsi beccare dal controllore senza biglietto, esibire, godendo, il biglietto al controllore, sentirsi comunque in colpa quando sale il controllore, reggersi agli appositi sostegni, non farlo, sputare per terra, parlare al conducente, farsi rubare il portafoglio.
E poi scendere. Ad un certo punto, scendere.
Io, da vicino, non vedo bene, mi devo allontanare per capire le cose, per amare le persone, funziono bene solo a distanza.
E questa è una dichiarazione d’amore. Ed è anche il suo contrario.

P.S.
Belen è già tornata in palestra, a pochi giorni dalla nascita del piccolo Santiago, ma aveva i capelli molto unti.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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