Se il capitano si aggira per l’aereo con la frusta in mano, non è un buon segno.

Poche parole per chi ha il terrore di viaggiare in aereo.

Ragazzi, noi non siamo cagasotto, noi siamo realisti.

Gli aerei cadono.

In continuazione.

Non ce ne facciamo niente delle vostre statistiche pulite, chirurgiche, senza schizzi di sangue: “l’aereo è il mezzo, statisticamente più sicuro”, come dire tra i modi di suicidarsi un colpo in testa è quello più rapido e indolore.

Tra l’altro, tecnicamente, io non morirei di disastro aereo ma di patologia ad esso correlata, tipo lo schiattacuore, per dire.

Quindi, per carità, smettetela dall’alto delle vostre miglia e a meno mille di temperatura, di venire a pontificare sul mio sano e sacro terrore di volare.

Sono viva, ora, e quindi ho paura di morire.

E non ci trovate jonghiani echi sulla paura di volare, ho problemi con l’altro sesso ma non sono sposata con un freddo psicanalista freudiano, non anelo ad alcun caldo terapeuta lainghiano, semplicemente trovo ferocemente innaturale, rinchiudermi in quel piccolo astuccio, fatto con la latta delle simmenthal, e doverlo fare con il sorriso sulla bocca.

Rivendico e difendo, fino alla morte per disastro aereo, il mio diritto a cagarmi sotto.

È mio, fa parte di me, mi da un nome, mi identifica, come questo mio nasino.

Partiamo dal presupposto che, su un aereo, tutto quello che può andare male, andrà peggio.

Questa è la regola.

Il comandante sarà sicuramente ubriaco e membro militante del club alta quota quindi, mentre il vostro aereo precipita, colpito da uno stormo di aironi con il mal d’aria, egli starà giacendo nella toilette con il comandate in seconda, ovviamente.

E chi c’è ai comandi? Felix Baumgartner che, come ben sapete, ha ‘sto vizietto di lanciarsi a caduta libera, da qualunque altezza si trovi.

Le hostess e gli stewart sono, per lo più, comparse scartate da uno dei tanti casting pugliesi, loro volevano solo fare del cinema e quel mattacchione di Tony Ryan li ha assunti.

Ricordate sempre, voi cari aerofobi, che i nostri migliori amici sono i programmi tv Disastri aerei e Indagini ad alta quota: a me hanno insegnato che, in genere, la colpa è, sempre, di un bullone avvitato male.

Non è un caso che Indagini ad alta quota sia arrivato all’ottava edizione, evidentemente ne hanno di cose da raccontare ed è anche un programma che non ha bisogno di autori.

Tutto è già accaduto o sta per accadere.

Tra l’altro, Indagini ad alta quota, si è anche riprodotto nell’accattivante spin off, dal nome Quei secondi fatali.

Una trasmissione sola non bastava più per documentare con piglio serio e scientifico l’apocalittica quantità di sinistri volanti.

In caso di turbolenze, non cercate la risposta alla legittima e ben posta domanda “Moriremo tutti?”, nel volto dei suddetti hostess e stewart. Se non sono volti rubati al cinema, sono ex SS che hanno in totale spregio la vostra vita, cioè, dico come può una persona normale voler fare quel lavoro?

Sono esseri incapaci di emozioni e sentimenti, incapaci di empatia, messi lì solo per farvi vedere come si gonfia quel dannato giubbotto salvagente: un capetto di grandissima moda ma molto poco efficace in caso di ammaraggio in oceano, allegramente popolato da squali poco inclini al dialogo ma solo per mancanza d’abitudine – si ha la tendenza a sviluppare certi modi di fare, vivendo tutti soli nell’oceano, si sa – mica son maleducati, è che pure loro, come del resto voi, non sono molto abituati ai disastri aerei.

È, abbastanza, scientificamente provato da me che, se sopravvivi al tuo primo disastro aereo, il secondo non ti perdonerà.

Il disastro aereo non ha fretta, è paziente, se ha deciso che ti vuole, prima o poi ti piglia.

Avete mai provato a trasportare una bomba nel vostro bagaglio a mano? Io sì, e nessuno se ne è accorto.

Una cosa mi sento di consigliarvi, in quanto troppo frequent flyer contro la mia volontà: sebbene io, da brava desperate housewriter, flirti gioiosamente con l’alcol, come una novella Gloria Swanson sul Sunset Boulevard, mi sento di sconsigliarvi la sbronza ad alta quota.

Ti si allertano tutti i sensi e i sensi allertati su un aereo è brutta vita.

Una volta, durante un enorme viaggio intercontinentale, passando sul suddetto oceano pieno di squali e, addirittura, sul famoso triangolo delle Bermuda, ebbi l’ardire di assumere n. 8 lattine di birra Tuborg calda, somministratami, da algide hostess delle Aerolinas Argentinas, cattive come calci negli stinchi, e, alla fine, mi ero abbastanza convinta che il mio vicino fosse una cellula dormiente di Al Qaeda proprio perché ha avuto l’ardire di dormire nove ore, per non dare nell’occhio, secondo me.

Gli aeroporti sul mare fanno schifo.

Gli aeroporti sul mare esposti a tramontana sono Brindisi.

Una volta, una tramontana particolarmente gagliarda, in fase di decollo, faceva andare l’aereo ovunque ma non nel luogo deputato alla sua navigazione: il cielo.

Vi ho già detto che se la natura ci avesse voluto volatili, saremmo nati piccioni?

No?

Saremmo nati piccioni, vi assicuro.

O supereroi.

C’è qualche supereroe tra di voi?

Se la risposta è no, allora, non prendete l’aereo.

Cos’è questo rumore?

Perché non sento più quel rumore?

Perché l’uomo accanto a me prega?

Cosa sono tutti quei fili elettrici che gli escono dalla giacca?

Sono domande legittime, non vi vergognate mai di urlarle a gran voce!

Avete mai notato come la frase “salire in cielo”, per riferirsi in senso figurato alla Grande Signora, sia poi, fisicamente, messa in atto dagli aerei?

Se proprio devo morire, e ancora non ne son convinta, voglio perire a causa di un mischione fatale di alcol e droga, in una vasca da bagno, in un albergo di Parigi e, sullo specchio, avrò scritto con il rossetto: GRAZIE PER AVER VOLATO CON ME!

Vi amo tutti, qualcuno di più, qualcuno di meno.

Toma Vostra.

Annunci

Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
Questa voce è stata pubblicata in Desperate Housewriter Coolclub.it. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...