Ci tenevo molto ad informarvi che il primo uomo di cui io mi sia seriamente innamorata è stato Nicola Berti, il giocatore dell’Inter.

Io avevo dodici anni e lui venticinque.

Tra di noi non c’è stato niente.

Soltanto, io l’amavo.

Una volta, l’Inter venne a giocare a Lecce e io riuscì, non ricordo come, ad entrare all’interno dell’Hotel President, a Lecce, con la speranza di vederlo.

Ma sono dovuta uscire anzitempo poiché mia mamma mi aveva dato appuntamento ad una certa ora e io, secchiona pure con la mamma, non potevo certo arrivare in ritardo.

Piansi moltissimo, però.

E non conobbi mai Nicola Berti, pur continuando ad amarlo ancora per qualche mese.

Fu una storia abbastanza importante.

Il primo Nicola di un’interessante serie che, in seguito, si sarebbe sviluppata.

Ed è stato il primo strazio del mio cuore.

Ancora oggi, a passare davanti all’Hotel President, a Lecce, mi si stringe il pancino.

Avete mai fatto questo tipo di turismo? Il turismo del disastro sentimentale, passare da luoghi dove siete stati immensamente felici con una persona con cui ora non siete più felici, e rimanere lì a fissare il vuoto, soffrendo un casino?

Io, ovviamente, lo faccio.

Io ho l’abitudine di erigere piccoli santuari laddove sono successe cose.

Ancora oggi, quando torno a Lecce, porto dei fiori davanti alle rastrelliere vicino al bar Royal in via Lupiae perché lì ci ho dato un primo bacio, particolarmente importante.

Ubriaca, alle sei del mattino, con il culo sul tubo d’acciaio, con i carabinieri davanti e gli sfollati del Royal che ululavano accanto.

Però, su quella rastrelliera eravamo solo noi due, eccezionalmente, per quella sera.

In seguito, saremmo diventate una moltitudine.

Ma questo l’ho scoperto troppo tardi.

Ho imparato a fare una cosa buonissima: la giardiniera.

Prendo peperoni, carote, cavolfiori, cipolle, cetrioli e fagiolini e li sbollento in acqua, aceto di mele, sale, pepe nero in grani e alloro.

Li scolo ancora un poco crudi e scrocchiarelli, li lascio raffreddare e li metto nel vasetto.

L’olio, poco, lo aggiungo man mano che la mangio così non ho problemi perché io ho il terrore di morire per qualche cosa grave legata alla cattiva conservazione dell’olio d’oliva.

È un vezzo che mi porto dietro più o meno dalla nascita, credo.

Basta così.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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