Babies first: una cosa per Giulia e Cecilia.

Succedono sempre cose magiche quando sto con la zia Carla.

La zia Carla fa la pittrice ed è smemorata, le devo ricordare sempre chi sono e dove mette i suoi colori.

La zia Carla è una regina ma non ricorda mai dove ha messo la sua corona.

La settimana scorsa, si era messa in testa lo scolapasta e, quando è arrivata l’ora di mangiare, abbiamo usato una rete da pesca per scolare gli spaghetti che sono schizzati via, come il colore dai suoi tubetti.

Ma poi, la zia Carla ha dipinto gli spaghetti sulla tovaglia e per mangiarli abbiamo usato i suoi pennelli, come le bacchette del ristorante cinese.

Io avrei anche mangiato i tubetti di colore, hanno un aspetto davvero appetitoso.

La zia Carla aveva anche dipinto un lupo sul muro, per farci compagnia.

Un lupo con intorno la mollica di pane.

Il lupo panato lo aveva chiamato.

A noi piacciono i lupi.

L’amica della zia Carla si chiama la zia Betta.

Ieri è venuta a casa nostra perché era domenica e perché era il compleanno della zia Carla.

La zia Betta non ci vede senza occhiali e, quando è arrivata, la zia Carla l’ha scambiata per la sua maestra dell’asilo.

Si è ricordata chi era solo quando la zia Betta le ha dato il regalo per il suo compleanno: un paio di pantofole pelose.

La zia Betta, una volta, è finita in un fosso perché era senza occhiali e aveva perso la strada di casa.

In genere, legava un filo di seta alla maniglia della porta per non perdersi ma, quel giorno, era uscita per sentire la banda e lo aveva dimenticato per la troppa felicità.

Ma alla zia Betta non era dispiaciuto di finire in un fosso, diceva che era riuscita a vedere le stelle, anche senza occhiali, perché erano molto luminose.

Ieri, non c’era solo la zia Betta al pranzo per il compleanno della zia Carla.

Un pranzo con re, regine e imperatori.

E c’era pure l’idraulico, lo spazzino e la maestra della mia scuola.

La zia Carla l’ha scambiata per sua cugina Ortensia e le ha chiesto come stesse il suo gatto Geranio.

Ma la maestra è allergica ai gatti!

Io avevo paura che mi interrogasse e non ero preparato, perché la domenica i compiti li faccio sempre molto tardi.

Ma, per fortuna, lei era troppo impegnata a mangiare le salsicce.

La mia maestra ha sposato il medico del paese e sono andati a vivere nella casa nel bosco.

“La casa nel bosco è stata una fregatura” – lei dice sempre perché vorrebbe vivere in città.

Teme che le vadano i ladri in casa e, ogni volta che sente un rumore, si nasconde sotto le coperte.

Ma non ci sono ladri, dove stiamo noi.

C’è solo un ladro di polli ma è simpatico a tutti, soprattutto ai polli che lo seguono di loro volontà e vogliono vivere con lui perché è allergico alle patate.

Le persone mangiano i polli perché, poi, se finiscono tutta la carne nel piatto possono mangiare le patatine.

E metterci sopra anche la maionese.

C’era anche Rocco, il pappagallo che dorme nel letto.

La zia Carla era convinta che fosse un pouf e ci si è seduta sopra.

Una delle galline del ladro di polli si è innamorata di Rocco, il pappagallo che dorme nel letto, una volta l’anno scorso.

La gallina sa suonare l’arpa ma lo fa di nascosto, quando è sicura di non essere vista.

Teme di essere mandata a lavorare in un circo oppure in una scuola per galline cervellone.

Al pranzo per il compleanno di mia zia Carla c’era anche il sindaco del mio paese.

È arrivato con la sua fascia da sindaco e la zia l’ha scambiato per una reginetta di bellezza e gli ha dato uno scettro e due baci sulle guance.

Il sindaco ha ringraziato e, per l’emozione, è inciampato nella sua lunga cravatta blu.

La moglie l’ha sgridato perché è finito nel vassoio della focaccia.

La moglie del sindaco si dà troppe arie.

È antipatica a tutti.

Ha i capelli gonfi e il naso che assomiglia ad una rapa rossa e, quando cammina, quasi striscia con la faccia per terra per il peso di tutte le collane che ha intorno al collo.

È antipatica anche alla postina che è bella come il bancone di una pasticceria

La postina ha portato in dono alla zia una lunga lettera d’amore scritta da lei.

La postina non porta mai le brutte notizie, non l’ha mai voluto fare e, per questo, legge tutte le lettere, prima di consegnarle, e se ci trova qualcosa che non le piace, le riscrive.

Un altro amico della zia è lo zio Elio e fa lo scrittore.

Anche se la zia Carla l’ha scambiato per il suo vecchio fidanzato Anselmo e gli ha detto che le dispiaceva di averlo lasciato sull’altare.

Lo zio Elio è il mio preferito.

Lui mi dice sempre che le storie non se le inventa, ha una penna magica che le sputa fuori.

Lui deve solo togliere il tappino e loro si liberano e se ne vanno in giro per il mondo.

A volte, fanno sconquassi perché le storie sono più dispettose dei bambini.

Mi ha detto che, una volta, la storia di un marinaio gli è scappata ed è tornata a casa dopo una rissa vicino al porto di Buenos Aires. Con un occhio nero!

Lo zio Elio non l’avrebbe mai scritta così.

Lo zio Elio scrive solo storie felici.

A tavola con noi c’era anche il fantasma della zia Cornelia, sempre elegante e, come in vita, scansava le verdure e faceva dei gran pasticci nel piatto.

Ad un certo punto, durante il pranzo, lo zio Franchino, che crede di essere un generale, si è alzato in piedi e si è messo ad urlare ordini in una lingua strana, dura come la brecciolina quando ci cadi con le ginocchia.

La zia Carla è andata verso di lui, lo ha abbracciato e gli ha detto: “Stai buono, Franchino, ché qui ti vogliamo bene tutti”.

Era il nome giusto! E anche le parole erano quelle giuste, perché poi lo zio si è seduto e ha chiesto quand’è che arrivava la torta.

Poi, la zia mi ha sorriso e mi ha dato un biscotto che teneva in tasca.

Buono, sapeva di cannella e di bottoni.

Allora, ho capito che la zia Carla si ricordava di me e, allontanandosi, ha affidato un bacio leggero, in punta di labbra, alle sue dita lunghe, affusolate e morbide come riccioli di burro.

Sono sempre pranzi speciali quelli per la zia Carla.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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Una risposta a Babies first: una cosa per Giulia e Cecilia.

  1. lina ha detto:

    delizioso!

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