Questo lo ha scritto M. per dirci che “Oh, guarda che anche noi uomini soffriamo”…

Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno sfogo di cui non frega niente a nessuno ma proprio per questo è, per noi, fondamentale. Trattasi dell’importante testimonianza di M., mostro di Bologna e oracolo di Delfi, che nella vita fa il creativo e per questo ha molto tempo libero. Sì perché noi creativi non è che non abbiamo lavoro, è che, semplicemente, abbiamo molto tempo da dedicare ai nostri tanti hobby. È condizione essenziale per mantenerci così creativi il non avere un cazzo da fare.

Per la privacy, immaginate, prego, che questo pezzo venga recitato da un uomo di trent’anni e rotti (come rotta è la sua anima), con volto travisato e voce da Paperino. Come fossimo in una puntata di Mixer di Minoli, dedicata ai grandi misteri italiani.

Una specie di Tom Waits, ospitato nel corpo di un bolognese con gli occhi blu, borbottone e molto fumatore e birrabirrabirra, che quando l’ho conosciuto indossava il cappotto e il cappello anche in Agosto, e adesso l’ha buttata un po’ in vacca. Uno che dice sempre “faccio prima a fartelo vedere che a spiegartelo” e che si incazza perché, quando sono in botta, gli chiedo sempre di tradurmi le canzoni di Tom Waits e Bob Dylan e “Toma ma come si fa a tradurre Dylan“? E poi comunque, no, non si può fare una vacanza ascoltando solo Waits e Dylan per quanto si vada alla ricerca di noi stessi ché se ci becchiamo ci facciamo un culo così!

E qui il nostro M. parla di un grande mistero con lo stesso piglio con cui il Leopardi, tutto avviluppato in sé,  ci parlava della natura matrigna. Più o meno.

E, come tutte le nostre vite, anche questo pezzo non è autobiografico.

Vi invitiamo a intervenire numerosi e scusate il turpiloquio ma certe cose non si possono proprio dire diversamente.

L’ESEGESI DEL CORNUTO

Dialogo fra lui, un amico e il suo Istinto.

E poi un giorno arrivò un mio amico di cui non faccio il nome e iniziò a parlarmi a ruota libera.

“Hai già bevuto tre birre e non sei ancora riuscito a finire una frase di senso compiuto, che cavolo hai?”

“No nulla, è che è una storia lunga…”

“Ho un sacco di tempo, comincia che forse riusciamo ad arrivare prima di domattina.”

“Ok, il fatto è che lei è confusa cioè, è come se stesse lottando contro se stessa e…”

“Ti fermo subito, la confusa è lei o sei TU?!?”

“Lei.”

Silenzio

“Ok, io…” – “Però anche LEI!”

“Mh, diciamo che siete confusi entrambi”

“Già, un’equazione a due incognite a cui al momento manca un minimo comun denominatore che permetta una semplificazione degli addendi…”

“Avete litigato?”

“No, cioè, non propriamente… è che…”

“Avete litigato.”

“Si.”

“Ok, continua”

“Un’altra birra?”

“Un’altra birra.”

“Dicevo, lei è combattuta tra…”

“RIDILLO!!”

“Ehm, volevo dire, IO sono combattuto ora e non so cosa fare, perché lei è combattuta e non sa cosa far…”

PUGNO SUL TAVOLO

“RIDILLOOOOO!”

“Ehm… cough cough… IO sono combattuto ora e non so più cosa fare, perché lei credo fosse combattuta in passato, ma ora LO SA BENISSIMO cosa fare…”

“Ok, già meglio, questa la offro io.”

“GLUG, grazie. Insomma, lei dice di amarmi, ma la sua deriva affettiva nei miei confronti è sconfinata in una relazione di tipo genitoriale in cui la componente passionale ha ceduto il passo ad una forma di legame  assuefatto che…”

“Non scopano più.”

“E tu chi cazzo sei?!?”

“Il suo Istinto, scusate se m’intrometto, ma se lasciamo parlare lui non finiamo più”

“Ah ok, benvenuto, una birra anche per te?”

“Si, grazie”

“Vabbè un’altra anche per me”

“No basta, già sei lungo di tuo, se poi ti metti pure a parlare a rutti e rantoli diventa complicato. Vai avanti. E tu Istinto intervieni quando vuoi, non farti scrupoli…”

“Posso continuare?”

“Si”

“Si”

“Bene, dicevo…”

Sguardo timido all’Istinto, attimo si silenzio

“…non è che non scopiamo più, cioè dopo vari tentativi e insistenze qualche cosa succede è che non riusciamo più a raggiungere quella complicità che un tempo la faceva esplodere e mi permetteva di essere anch’io libero di…”

“Lei non gode più.”

“Grazie Istinto, gli stavo già per tirare il bicchiere in testa. Vai avanti”

“Si, lei non riesce più a star bene come una volta e questo credo sia dovuto al fatto che ha genitorializzato la relazione e che…AHIOOO!”

“Scusa, ma l’ho dovuto fare. Fatto male? Vuoi che mi faccia portare un po’ di ghiaccio?”

“No no, passa subito. Istinto per favore vuoi concludere tu?”

“No, prova ad arrivarci da solo”

“Ok, dov’ero rimasto?”

“Lei ti ha messo le corna”

“Cosa? Cioè no, non avevo detto quello…”

“Allora lo sapevi dov’eri rimasto.”

“No, però aspetta, non confondermi, non mi pare di avere detto quello”

“Ma lei ti ha messo le corna”.

“Si.”

“Lo vedi che avevo ragione?”

“Grazie Istinto, un aiutino fa sempre comodo in queste situazioni. Continuiamo: lei ti ha messo le corna”.

“Si.”

Sguardo che irrimediabilmente si perde nel vortice delle bollicine di birra.

“Dove, Quando, Come e Perché?”

“Dove: a casa del tipo. Quando: durante le vacanze. Come: preferisco non saperlo. Perchè: …eh perché…”

L’Amico e l’Istinto avvicinano le orecchio alla faccia del Cornuto con moto sincronizzato e parte un…

“PERCHE’?!?”

“Ehm, perché credo avesse bisogno di rimettersi in gioco.”

“E tu come l’hai saputo?”

“Ehm, avevo il dubbio da un po’ di tempo, sai l’Istinto…appunto, me l’avevi detto tu da un po’ di tempo…”

“E tu mi hai ascoltato?”

“No.”

“Idiota.”

“Coglione.”

“Già, ma non è facile ascoltarti, scusa…”

“In che senso…”

“Nel senso che non sei sempre chiaro, cioè tu insinui, infili tarli nei cervelli, li nascondi sotto i tappeti più nascosti e quindi…”

“Sei proprio sicuro?”

“Di cosa?”

“Che sia io a nascondere le cose e non tu a far finta di niente e a metterle in un angolo.”

“Cioè mi stai dicendo che sono io che non ti ascolto e che ti metto sotto un tappetino?”

“Non so, fai te…”

“E’ un rimprovero che mi fai? Ti senti trascurato?”

“Senti, sono secoli che dai ascolto a chiunque, dal barista al migliore amico, da Jung all’oroscopo della settimana enigmistica pur di non dare ascolto a me. Lo puoi dire forte che mi sento trascurato. Però ora – non senza un pizzico di infame piacere – ti dico…e lo scandisco bene… TE-L’AVEVO-DETTO-IO”

“Dovevi essere più chiaro!”

“Dovevi essere meno coglione!”

“Stronzo!”

“Imbecille!!!”

“OHI VOI DUE BASTA! Time out. Dunque eravamo rimasti alla scoperta del tradimento, ci vuoi per favore spiegare come l’hai saputo, cosa e perché?”

“Ufff… e va bene, sarò telegrafico. Lei era mesi che non aveva più voglia di avere rapporti con me, ad un certo punto ha pure paventato il classico PrendiamociUnaPausaDiRiflessione, ho iniziato ad elucubrare, ho fatto alcune domande a trabocchetto, il dubbio è salito alle stelle e, alla fine, appena ne ho avuto la possibilità le ho guardato la cronologia delle chat e ho avuto la conferma che…”

“Che…???”

“Che lei mi ha tradito con un’altro”.

“Come?”

“Ve l’ho già detto come!”

“No, come ti ha tradito, cioè, cosa è successo…”

“Eh… è successo che è andata con uno sconosciuto ed è riuscita a tornare come ai vecchi tempi…”

“Cioè?”

“Uff… cioè che ha ritrovato il suo benessere sessuale…”

“E poi?!?”

“E poi è tornata da me facendo finta di nulla…più o meno”.

“Ecco, ci interessa il più o meno. Istinto, stai pronto che secondo me qui ci vorranno i sottotitoli fra un po’…”

“Fa’ una cosa Istinto, dilla direttamente tu che io vado un attimo in bagno. Non ci riesco e comunque ora mi scappa”

Il Cornuto si avvia al bagno

“Vabbè dai, faccio io. Dunque ricapitolando: loro si amavano, ma lei aveva degli irrisolti con se stessa e con tutta una serie di cose che non le permettevano di vivere una relazione matur…”

“Hey no Istinto, mo che fai?!? Ti ci metti pure tu?”

“Ups, scusa, ma sai com’è and andare con lo zoppo…dicevo, lei non riusciva più ad avere rapporti sessuali soddisfacenti con lui, ha resistito fin che ha potuto, poi quando è riuscita a staccarsi mentalmente ha deciso di andare ad esplodere in un letto straniero. Se non altro per vedere se era ancora in grado di essere Donna con la D maiuscola come lo era sempre stata.”

“Con la D maiuscola addirittura?!?”

“Azzarderei: con TUTTE le lettere maiuscole”.

“WOW”

“Già. E’ quello che ha detto pure lui.”

“Chi?”

“Eh…lo straniero nel letto straniero in una notte d’estate”

“Vabbè questo non dirglielo a quello là in bagno…”

“Ma lui lo sa già.”

“Ah si? Gliel’hai detto tu?”

“No, l’ha proprio letto”

“Cosa?!?”

“Si è letto tutta la chat tra lei e sua sorella…sai come sono le donne in questi casi…”

“Particolari scabrosi, telecronaca minuziosa con tanto di misure e voto finale?”

“Si.”

“E lui l’ha letto”

“TUTTO.”

“E non si è ancora suicidato?”

“No.”

“Ci sono lamette nel bagno di là?”

“Non che io sappia.”

“Ah, bene.”

Il cornuto torna dal bagno.

“Hey ciao ragazzi, avete sviscerato in mia assenza?”

“Si, caro. Ora siediti e raccontaci il seguito.”

“Il seguito di cosa?”

“Dunque tu hai letto tutto. E sottolineo TUTTO. Quindi cosa è successo poi?”

“C’era proprio bisogno di scrivere TUTTO con le lettere maiuscole?”

“Si.”

“E tu Istinto gli hai raccontato quel TUTTO?”

“Quello che serviva.”

“Bene, sono proprio contento… Ora però la birra me la dovete lasciare prendere e se mi scappa un rutto fate finta di nulla.”

“Fai pure, capiamo la situazione.”

“GULG. Allora… si, è vero, ho letto TUTTO. Lei mi ha tradito con uno sconosciuto ed è riuscita a stare bene come un tempo ci riusciva con me e ora non riesce più”.

“Non c’è bisogno che sottolinei ogni volta “COME UN TEMPO CI RIUSCIVA CON ME”. Ti diamo ad honorem la laurea in sessuologia applicata, il tuo ego virile è intatto. Funzioni a volte. Diamolo per scontato. Quello che ci interessa è sapere cosa è successo DOPO. Avete parlato? Lei è ancora viva? E soprattutto, lo sei anche tu?!?”

“Si abbiamo parlato. BURP. Le ho detto che a me non interessava il tradimento in sé, ma… BURP… i suoi effetti collaterali. BURP.”

“BURP. Azzz… hai il rutto contagioso. Effetti collaterali in che senso? E’ lei che si dovrebbe preoccupare degl’effetti collaterali, no?”

“BURP”

“Ha perso l’uso della parola. Istinto, fai qualcosa tu.”

“OK, dunque, lui ha tentato di mantenere un contegno nordeuropeo, moderno e razionale. Non si è concentrato sul tradimento ma sulle sue possibili conseguenze: lei lo lascia per questo tizio, lei lo lascia per un altro tizio ancora, lei lo lascia per tutti e due i tizi di cui sopra più vari ed eventuali a venire.”

“BURP”.

“Vabbè, lasciamolo un attimo riprendersi. Dunque mi stai dicendo che tra le sue ipotesi non era contemplata l’idea che lei invece potesse ritornare da lui magari dopo essersi sfogata altrove?”

“Ti ricordo che io sono il suo Istinto, io so.”

“Ah è vero…”

“E  lei cosa ha detto dopo che lui le ha parlato?”

“Ha detto che è confusa.”

“E lui come ha reagito?”

“L’ha cancellata da Facebook.”

“Pesissimo.”

“Si però l’ha riaggiunta 20 minuti dopo.”

“Come mai?”

“Sentiva la sua mancanza.”

“Sentivi la sua mancanza pure dai contatti di Facebook?!?”

“BURP.”

“Ok, l’abbiamo perso. Quindi come sono rimasti?”

“Sono rimasti che lei resta con lui finché non fa chiarezza dentro se stessa e capisce non solo se lo ama ancora, ma se continua a provare attrazione fisica.”

“Ok, questa è la versione che darebbe lui. Ma tu, da Istinto, cosa ne dici?”

“Mi sento bastardo ora. Chiediamolo a lui.”

“Hey, sei tra noi? Tu cosa ne dici di come siete rimasti?”

“BURP…ehm ecco io….BURP…. le ho detto di pensare bene e di non confondere… BURP… l’amore per la persona con l’amore per la situazione. BURP. La situazione è intercambiabile, la persona no. BURP.”

“Bello. Gliel’hai suggerita tu questa frase, Istinto?”

“Assolutamente no.”

“Già, mica ci scopi con la situazione.”

“Al massimo scopi all’interno di una situazione.”

“Facciamo filosofia? La buttiamo in vacca così?”

“E comunque, io che da Istinto ne ho viste tante e parlo coi miei colleghi, posso assicurare che le situazioni che portano a riaccendere la voglia di scopare nascono SEMPRE con persone sconosciute. Tentare di riaccendere la passione attraverso l’amore per situazione casalinga protetta è pericolosissimo. La persona, bisogna volere la persona!”

“Mh, temevo l’avessimo buttata in vacca e invece…Hey, ma secondo te… hey dico a te! Staccati dalla birra un attimo!”

“BURP”

“Esatto, dicevo, secondo te, lei ha amato te o ha amato la situazione che le hai creato attorno?”

“gauaragauaraghrokasjsjhy…BURP”.

“Vabbè, Istinto, tu che dici?”

“Secondo te? Se lei non se lo vuole più scopare, ma gli resta attaccata, che conclusione ne puoi trarre?”

“Che gli offriamo un’altra birra?”

“Ok, faccio io.”

L’Istinto si alza e ordina altre birre. Gli altri due rimangono al tavolo.

“Allora, la ricancelli da Facebook?”

“burp.”

“Uh che ruttino timido…”

“burp, burp.”

“Vabbè dai, non ci pensare. Infondo se la ami dovresti essere contento che lei ritrovi tutta la sua perduta passione tra le braccia di un altro no? Ne soffriva anche lei di questa situazione…dovresti cercare di capirla…GIOISCI PER LEI (e per lo straniero…)!”

“burp…”

FINE

Grazie M., io posso dire solo questo.

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Informazioni su Simona Toma

Da Questo Libro Presto Un Film. un'esilarante storia d'amore e cinema. dal 31 Maggio in tutte le librerie. ed. Mondadori.
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4 risposte a Questo lo ha scritto M. per dirci che “Oh, guarda che anche noi uomini soffriamo”…

  1. Simona Toma ha detto:

    I panni sporchi li laviamo sul blog… Vuoi giocare anche tu con noi?

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